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Scritto da Super User salvo
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Test MotoGP analisi tecnica: tutti lavorano sul telaio, KTM cambia con decisione

Gli austriaci rimangono fedeli al telaio in tubi ma cambiano le sezioni, ora ovali e più spesse. Yamaha porta un altro step provvisorio di motore, Honda come sempre ha molte novità in campo telaistico. Ducati e Suzuki avanti a piccoli passi
Secondo quanto stabilito dal nuovo calendario della MotoGP, il 2019 è stato l'ultimo anno dei test di Valencia: dal 2020 ci sarà solo l'appuntamento di Jerez a precedere la pausa invernale, in un'ottica di riduzione delle giornate di lavoro extra gran premio. Le prove al Cheste d'altronde sono state ultimamente più un'interessante occasione di vedere al lavoro i piloti che hanno cambiato casacca piuttosto che le moto dell'anno venturo, che tendenzialmente si mostrano solo a Sepang.
Eppure in questa settimana al Ricardo Tormo si sono viste non poche novità tecniche: Aprilia a parte, le rimanenti cinque case impegnate in MotoGP si sono date parecchio da fare.

Campioni all'attacco
Honda è scesa in pista con quattro piloti: Marc Marquez, Crutchlow, Alex Marquez e Stefan Bradl. Se il fratello dell'otto volte campione del mondo ha semplicemente preso contatto con la nuova moto, per gli altri il programma di lavoro è stato intenso. L'inglese soprattutto ha messo insieme oltre 120 giri per provare il nuovo telaio (o due versioni dello stesso) che Marquez ha iniziato a testare già nel weekend di fine di stagione. Le maggiori differenze sono negli ancoraggi posteriori del motore, ma tra le altre novità è da registrare anche un differente ammortizzatore di sterzo. Tutti gli interventi sono finalizzati al duplice intento di migliorare il feeling all'anteriore in ingresso curva e a incrementare l'agilità del mezzo. Sia Marquez che Crutchlow non hanno fatto fatica a girare sull'1'30” e mezzo, nonostante il tempo non fosse certo l'obiettivo della due giorni.

Desmosedici e vecchi problemi
Anche Ducati si è concentrata sul telaio: Dall'Igna sta cercando di risolvere il problema cronico della Desmosedici – la difficoltà a girare- e Dovizioso ha notato un passo in avanti con il nuovo chassis. Per quanto riguarda gli altri piloti, Miller in testa, i test sono serviti soprattutto a capire il migliore angolo di piega con cui sfruttare le gomme.

Il Dottore in cerca dei cavalli
Se anche Yamaha ha presentato un telaio diverso che vuole aiutare la M1 a girare più velocemente e a insistere meno sulle gomme al massimo angolo di piega, le attenzioni di Vinales e Rossi erano tutte sul nuovo motore: bene ma non benissimo, nel senso che un passo in avanti c'è stato ma non così significativo. Il propulsore definitivo dovrebbe arrivare a Sepang, ma sarà una semplice evoluzione dello step di Valencia, comunque promosso con riserva. A Jerez anche Quartararo proverà la nuova unità: nel frattempo il francese ha testato il forcellone in carbonio, ma come Vinales non è rimasto impressionato positivamente in toto. Sia lo spagnolo che il francese hanno comunque ottenuto dei tempi di rilievo: 1'29”8 per Maverick, 1'30”0 per Fabio, in linea con le prestazioni delle qualifiche.

Brivio avanti con prudenza
Suzuki è rimasta fedele alla politica dei piccoli passi: se anche Hamamatsu ha portato un telaio differente che dovrebbe aiutare la Gsx-RR nella curve lente, il motore 2020 era il vero osservato speciale. A Rins e Mir servono più cavalli ma anche un'erogazione diversa e i due spagnoli sono apparsi soddisfatti.

KTM, i tubi si ingrossano
La casa che forse ha stupito di più è stata però KTM, che ha presentato un telaio non solo nuovo, ma anche diverso nella concezione. A Mattighofen non hanno abbandonato la soluzione in tubi di acciaio, ma le sezioni sono apparse differenti: non più rotonde ma ovali, con spessori importanti al punto da farlo sembrare quasi un perimetrale per quanto si poteva vedere con la carena montata. I tecnici austriaci inseguono due obiettivi: il primo è far riuscire a curvare la Rc16 che tendenzialmente si rifiuta di fare le curve, il secondo è migliorare la stabilità in frenata. Il nuovo chassis è quindi più flessibile lateralmente e più rigido longitudinalmente, ma soprattutto è molto più leggero, rendendo la moto più agile e consentendo una diversa distribuzione dei pesi. Anche KTM ha comunque portato un'evoluzione di motore, che è ancora carente sia in termini di potenza che di coppia motrice. In pista sono scesi Pol Espargaro e Dani Pedrosa, il tester Mika Kallio e i due debuttanti Bard Binder e Iker Lecuona. Lo spagnolo era avvantaggiato dal weekend di gara corso con la moto di Miguel Oliveira ed è riuscito a girare sull'1'31” e mezzo, più lento ovviamente Binder che saliva per la prima volta sulla Rc16. Anche il sudafricano tuttavia non ha sfigurato e nonostante l'ultimo tempo è riuscito a girare a un decimo da Alex Marquez e Bradley Smith.

Non è ancora finita
Dopo un weekend di riposo tutti scenderanno nuovamente in pista lunedì e martedì a Jerez, su una pista più completa a livello di layout. Tecnici e piloti potranno così ricavare migliori indicazioni sulla bontà di quanto si è visto in pista al Cheste, che per la mancanza di un rettilineo lungo a sufficienza non garantisce un feedback adeguato.
 
 

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