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Scritto da Super User salvo
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SBK, i numeri del 2020

SBK news – Tra poco più di un mese in Australia inizierà una nuova stagione diellaSuperbike e sono diverse le novità che troveremo in pista. Ecco quali saranno i numeri del 2020, quali piloti sono vicini a nuovi record da battere e diamo un occhio anche ai numeri conquistati dalle case costruttrici

Le nuove sfide in numeri
La stagione 2020 della Superbike sarà formata da 13 round, in dieci paesi diversi, e ogni round sarà ancora una volta costituito da tre gare: Gara1, Superpole Race e Gara2. Questi sono i primi numeri della nuova stagione, ma ce ne sono anche tanti altri da tenere a mente. Come per esempio il numero dei piloti, che saranno più di 20 in Superbike, più di 30 in Supersport e il doppio nella WorldSSP300.
Nella stagione 2020 Tom Sykes diventerà il secondo pilota con il maggior numero di partenze nella storia della Superbike, considerando che è a quota diciassette da Noriyuki Haga. Da Haga ne “paga” 32 invece Jonathan Rea, mentre Leon Haslam – nuovo pilota Honda – ha bisogno di altre 22 partenze per scavalcare Frankie Chili ed entrare così nella top 5 di questa speciale classifica.
Inoltre è abbastanza probabile che il campione del mondo in carica, nel 2020, riesca a raggiungere le 100 vittorie, dato che finora in quattro delle sue cinque stagioni in Kawasaki ha conquistato 12 successi annuali. Kawasaki, inoltre, punta a raggiungere anche le 100 pole position nel WorldSBK: finora ne ha portate a casa 88. Si tratta di un traguardo molto difficile da raggiungere, dato che se ne assegnano 13 all’anno, ma non impossibile. Un altro obiettivo è più facile da raggiungere ed è già nel mirino di Rea: Troy Bayliss è infatti il terzo pilota di sempre ad aver conquistato più pole: ne ha 26, solo tre in più rispetto al Campione del Mondo in carica.
Tom Sykes nel frattempo punta a un altro record che appartiene ad Haga, quello relativo ai punti totali conquistati in carriera. La leggenda giapponese è a quota 3691, mentre Sykes è quarto con 3428.5. Per il sorpasso gliene servono 263, vale a dire 40 in più di quelli che ha ottenuto nella sua stagione al debutto con BMW.
Per quanto riguarda i costruttori, Yamaha è a soli sette podi dal raggiungere quota 300 e sarebbe la quarta Casa a riuscirci dopo Ducati, Kawasaki e Honda: non dovrebbe essere un obiettivo troppo difficile, dato che la scuderia di Iwata sarà in pista con una squadra ufficiale che può contare su due dei cinque piloti che hanno vinto gare nel 2019.
Honda è a otto podi dal numero 400, anche se la Casa giapponese non arriva tra i primi tre dal 2016. La Casa di Asaka vede alle sue spalle Kawasaki per quanto riguarda le volte in cui almeno uno dei suoi piloti è arrivato tra i primi tre: Honda è a 336 e Kawasaki a 325; non è così difficile pronosticare il sorpasso nel corso del 2020. Ducati, a quota 613 resta ancora lontana per tutti. 
 
 

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